Percorsi nel
Patrimonio Artistico – Culturale
Scopri i siti aperti al pubblico con la presenza dei nostri volontari
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Nata come Pieve sul termine dell’anno MILLE e più volte ricostruita, negli anni 2018-2019, in occasione dei cinque secoli dalla fondazione della Diocesi di Pescia, la cattedrale è stata sottoposta a importanti interventi di trasformazione e di modifica. Al suo interno troviamo la Cappella Turini, che un tempo custodiva la Madonna del Baldacchino di Raffaello. La tela, infatti, nel 1697 sarebbe stata acquistata dal Gran Principe Ferdinando de’ Medici, per entrare a far parte della sua collezione. Questi, in cambio, ne donò una copia eseguita da Pier Dandini pittore di corte. Dal 2020 custodisce, nel transetto di sinistra, la pala in ceramica invetriata di Luca e Andrea Della Robbia che rappresenta la Madonna con Bambino fra i santi Jacopo e Biagio. Il trittico risulta il primo tentativo di pala d’altare (prototipo) uscito dalla bottega robbiana per una chiesa di Pescia ed è databile al 1460 ca.
A cura dell’Associazione “Quelli con Pescia nel Cuore”
Il piccolo oratorio, fondato nella seconda metà del 400 dall’ordine degli Antoniani, è stato inglobato nel 1775 nell’Ospedale dei Santi Cosma e Damiano. Si caratterizza per le piccole dimensioni e per l’ingannevole aspetto modesto. Se infatti l’esterno – con la sua facciata in pietra nuda e il portale la cui unica concessione al decoro è data dalla lunetta semicircolare che lo sovrasta – passa quasi inosservato, l’interno invece è un tripudio di colori. Presenta un ciclo di affreschi quattrocenteschi di Bicci di Lorenzo raffiguranti la vita del Santo.Nel transetto destro è conservata una Crocifissione di Gesù dell’artista locale Alessandro Bardelli databile alla prima metà del Seicento; in quello di sinistra si trova invece un’originale scultura lignea raffigurante la Deposizione di Cristo risalente al XIII (ma rimaneggiata con un restauro a metà Novecento) e facilmente attribuibile a quel periodo per questa iconografia molto diffusa in epoca romanica. La scultura, in origine completamente colorata, è conosciuta popolarmente come ‘i santi brutti’, forse per le sue caratteristiche formali non eccelse.
A cura dell’Associazione “Quelli con Pescia nel Cuore”
La chiesa di S. Francesco risale al XIII sec. e l’opera più preziosa in essa custodita risulta essere la prima tavola iconografica lignea che illustra la vita del santo, dipinta da Bonaventura Berlinghieri nel 1235. All’interno della chiesa, ad un unica navata con ampio transetto, si trova la Cappella Cardini, edificata tra il 1453 e il 1458 circa. La realizzazione è tradizionalmente assegnata ad Andrea Cavalcanti detto il Buggiano, figlio adottivo di Brunelleschi. Studi recenti hanno rilevato la presenza nel cantiere di maestranze della bottega di Bernardo Rossellino. Sulla parete di fondo affresco di Neri di Bicci. All’estremità sinistra del transetto si trova l’altare Della Barba, con la tela del Martirio di Santa Dorotea di Jacopo Ligozzi del 1595. Alla parete del terzo e ultimo vano della zona absidale è appesa la Deposizione del Passignano firmata e datata 1595, proveniente dall’altare maggiore della chiesa della Misericordia.
A cura dell’Associazione “Quelli con Pescia nel Cuore”
La grande sala, che si affaccia sulla piazza e la domina dall’alto presenta due serie di stemmi di Vicari, alcuni più antichi e frammentari al di sopra di una cornice in finta pietra, come i Pitti (fasciato innestato d’argento e di nero), i Pandolfini (d’azzurro a tre delfini natanti, posti uno sull’altro), i Mazzinghi, rappresentati da una figura femminile con i seni ben pronunciati ed altri anonimi. In alcuni punti compare il Delfino Rosso simbolo di Pescia. Sotto la cornice corre invece una fascia continua dipinta con altri stemmi di Vicari succedutisi tra il 400 e il 700. In varie epoche gli stemmi dei Vicari erano stati dipinti in modo casuale sulle pareti della sala, poi, in occasione dei lavori che interessarono il palazzo a partire dal 1719, all’epoca del Vicario Giovanni Gori, si volle dare agli stessi, ridipingendoli sul nuovo intonaco, un certo ordine.
A cura dell’Associazione “Quelli con Pescia nel Cuore”
Inaugurato nel 1894 sfruttando alcune stanze di proprietà della Cassa di Risparmio posta nel palazzo Magnani di Piazza Obizzi, quattro anni più tardi, in conseguenza dell’aumento della collezione, il museo fu trasferito nel confortevole prestigioso palazzo Galeotti. Dopo una prolungata chiusura, dovuta a motivi di sicurezza, e con il restauro e il riallestimento non ancora terminato, il Museo Civico ha visto la sua riapertura solo nel novembre 2020. Al suo interno, tra le altre, pregevolissime opere in gotico toscano di Neri di Bicci (secolo XV), in deposito dalla galleria degli Uffizi, e una collezione di sculture dell’artista nonché falsario Alceo Dossena.
A cura dell’Associazione “Quelli con Pescia nel Cuore”
La Collegiata ha origini molto antiche ed è la seconda dignità di tutta la Diocesi di Pescia. Di lei abbiamo notizia per la prima volta nel 1045, tuttavia sembra che l’architettura ecclesiastica sia ben più antica. L’interno è a tre navate con al termine tre absidi quadrangolari. Nel 1519, quando la chiesa di Pescia venne elevata al rango di Diocesi, questo edificio fu ingrandito e trasformato grazie all’intervento di importanti famiglie locali, le quali si fecero erigere altari arricchiti con capolavori, primo fra tutti il gruppo ligneo trecentesco formato dall’Angelo annunciante e dalla Vergine annunciata. Nella chiesa si conserva una reliquia di Santa Dorotea patrona della città.
A cura dell’Associazione “Quelli con Pescia nel Cuore”
Il medievale Palazzo del Podestà, detto anche Palagio, custodisce l’intero fondo di Libero Andreotti, scultore, illustratore e ceramista Pesciatino, vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Esso è composto da circa 250 pezzi tra bozzetti, calchi, modelli formativi in gesso e frammenti, grazie ai quali viene documentata l’intera evoluzione dell’attività dell’artista. Insieme a questi, la famiglia vuole donare anche l’archivio personale dello scultore, formato da circa 5000 unità documentarie tra lettere, documenti, fotografie, disegni, ritagli di giornali ecc… Nella grandiosa raccolta è presente tra l’altro, il bozzetto de La Pietà, successivamente realizzata per la Cappella della Madre Italiana in Santa Croce a Firenze. Per la sua importanza la Gipsoteca è stata inserita nel nel novero dei Musei di Interesse Regionale.
A cura dell’Associazione “Quelli con Pescia nel Cuore”
Venne eretto nel 1447 su disegno di Lazzaro Cavalcanti detto il Buggiano, figlio adottivo del Brunelleschi. L’opera principale è l’affresco molto antico della Madonna miracolosa, inserito in una tavola con l’Eterno Padre ed angeli, dipinta dal bolognese Alessandro Tiarini. Nella parte bassa del dipinto, si intravede il ponte della Pieve su cui era situata l’edicola che conteneva l’affresco. Questo fu traslato nell’oratorio il 1° gennaio 1605 alla presenza del Granduca Ferdinando IlI de’ Medici accompagnato dalla moglie Cristina di Lorena e dal figlio Cosimo II. L’interno del sacro edificio, inoltre, mostra un ricco soffitto ligneo realizzato nel 1609 dal pistoiese Giovanni Zeti e, sopra la bussola all’ingresso, un quadro che ricorda come nel 1536 l’Imperatore del Sacro Romano impero Carlo V vi avesse assistito alla Messa.
A cura dell’Associazione “Quelli con Pescia nel Cuore”
La Pinacoteca nell’ex monastero benedettino di San Michele, interamente rinnovata e ristrutturata nel 2010, comprende il Refettorio e altre due sale costruiti fra il 1500 e il 1521 per ampliare il complesso monastico originale le cui prime notizia risalgono all’anno 1104. Nella struttura sono ospitate tempere su tavola risalenti ai secoli XIV e XV e dipinti a olio su tela risalenti ai tre secoli successivi. Nel Refettorio due dipinti olio su tela di notevole pregio artistico: l’“Ultima Cena” di Fieravante Sansoni da Sorana, restaurato nel 2008, e l’altro “Madonna con Bambino in trono tra San Michele Arcangelo e San Benedetto” di Brunetto Ippoliti, restaurato nel 2016. Due testimonianze preziose nella loro unicita del tormentato e lungo percorso della Chiesa post concilio tridentino, impegnata nella controriforma dopo la tempesta luterana che si era abbattuta sull’Europa del ‘500.
A cura dell’Associazione “Quelli con Pescia nel Cuore”
Monte a Pescia è un antico borgo, situato a 319 m di altezza, che domina la valle del fiume Pescia; poche case arroccate sulla collina costituiscono il suo centro. Da sempre luogo ambito e piacevole, fu scelto nel passato da molte famiglie importanti della città per costruirvi le proprie dimore. Alcuni storici locali dell’Ottocento lo avevano definito come la “Fiesole dei pesciatini”. L’abitato, di cui si hanno notizie a partire dal 1237, sorgeva lungo una direttrice viaria importante per il traffico locale. Anche dal punto di vista militare, la posizione del borgo era strategica: chiunque avesse avuto intenzione di minacciare la fortezza di Bareglia, chiave di accesso alla città, sarebbe stato avvistato in tempo da poter prevenire l’attacco.